Spedizione tracciata in tutta Italia · Confezione protetta in tubo rigido · edizioni numerate

Vol XXXVIII · Salita Trieste–Opicina

Vol XXXVIII — Salita Trieste–Opicina

Una salita, un tram, una linea che sale: perché abbiamo scelto di disegnare il pezzo di città più verticale che c’è.

The Triestiner

Vol XXXVIII · Salita Trieste–Opicina
Vol XXXVIII — Salita Trieste–Opicina

Ci sono luoghi che raccontano una città meglio di qualsiasi monumento. La Salita Trieste–Opicina è uno di questi: una linea che si arrampica verso il Carso, un percorso quotidiano che per i triestini è quasi un rito di passaggio, scandito dal ritmo dei binari e dalla pendenza che sembra sfidare la gravità.

Per raccontarla, abbiamo fatto quello che facciamo sempre: osservare. Tornare sul posto più volte, nelle diverse ore del giorno, cercando quel preciso istante in cui la prospettiva smette di essere soltanto una veduta e diventa una storia. Qui la vera protagonista non è l’architettura, ma il movimento: la salita stessa, la tensione verso l’alto, il dialogo continuo tra città e altopiano.

Nel passaggio dall’osservazione all’illustrazione, la scelta più importante è stata quella di togliere. Eliminare il rumore visivo, le distrazioni del presente, tutto ciò che impedisce allo sguardo di cogliere l’essenziale. Restano la curva, i binari, la luce che accarezza la strada nelle prime ore del mattino. Pochi elementi, ma sufficienti a evocare un’immagine che ogni triestino riconosce immediatamente.

È un esercizio di sintesi che accompagna ogni uscita della nostra raccolta: non aggiungere dettagli, ma trovare quelli che meritano di restare. Dopo trentotto volumi, continuiamo a inseguire la stessa idea. Raccontare Trieste attraverso ciò che rimane quando tutto il resto scompare.